Davanti al Cristo crocifisso

 

"Dall'ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia».  E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito.  (Matteo 27:45-50)

Alcuni dei presenti al Calvario, udendo il grido di Gesù, dicevano: Costui chiama Elia. E gli altri dicevano: Vediamo, se Elia viene a salvarlo. Pensavano che il profeta Elia sarebbe venuto dal cielo ed avrebbe liberato Gesù dal supplizio ignominioso e maledetto dalla Legge di Mosè. Ma Gesù non aveva chiamato il profeta né invocato la liberazione dalle sofferenze della croce! Egli aveva gridato: Elì, Elì, lamà sabactàni? Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Solo udendo il suono iniziale della frase, collegando a una profezia della Scrittura, trassero un'aspettativa completamente errata. In quel momento preciso Gesù portava su di Sé tutta la maledizione della Legge la quale noi peccatori dovevamo portare. "Gustava la morte” senza attenuazione, al posto nostro (Ebrei 2:9).

Secondo la religiosità umana, il Messia, il Salvatore del mondo, non doveva assolutamente essere abbandonato nell'ignominia della crocifissione. Questi pregiudizi carnali impedirono ad accettare tanto meno comprendere quello che Dio stava facendo proprio davanti ai loro occhi.

Così oggi molti conoscono la storia di Gesù che è morto sulla croce per l’intera umanità, forse si pongono davanti a qualche immagine della crocifissione, e si commuovono pure dicendo: Povero Gesù, quanto ha sofferto! Bisogna soffermarci su ciò che Gesù ha fatto sulla croce, ed aver un cuore aperto per cogliere il Messaggio divino, altrimenti c’è un grosso rischio che i nostri pregiudizi religiosi ci facciano aspettare qualcosa che Dio non è mai disposto a darci.

Dunque il sentimento che si deve scaturire dal cuore che si trova davanti al Cristo crocifisso non è quello che ci fa dire: “Vediamo se sei capace di scendere giù dalla croce”, ma quello che ci fa gridare battendoci il petto: “Veramente quest’uomo è Figlio di Dio! Perdonami tutti i miei peccati e salvami!”

Quando il sole si oscura e le tenebre scendono attorno a noi, dobbiamo aggrapparci a Gesù senza porre tante domande e rimostranze perché sulla croce l'unigenito Figlio, amato e compiaciuto dal Padre, si annichilì nella domanda più assurda che Egli poteva porsi. In Cristo Dio non ci abbandonerà mai.

Sta' a noi se ci rifugiamo in questa verità come piccoli fanciulli o no.

I.M.

 

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