La certezza della salvezza

 

" E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso " ( Luca 23:43 )

Gli sforzi dell'uomo volti a migliorare le condizioni della vita sulla terra sono veramente lodevoli. Nonostante un tale impegno, però, si nota una crescente manifestazione di malessere. L'uomo però può migliorare le condizioni della vita esteriore, ma non riuscirà mai a sopperire ai suoi bisogni interiori. Solo Dio può dare serenità, certezza e riposo al cuore dell'uomo: " Solo in Dio trova riposo l'anima mia; da lui proviene la mia salvezza " ( Salmo 62:1 ). Duemila anni fa, un malfattore appeso su una croce accanto a Gesù realizzò, in mezzo ad una società violenta, disinteressata e volgare, il miracolo della salvezza: " E' Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso " ( Luca 23:43 ). Se confrontiamo le condizioni morali del tempo di Gesù con quelle dei nostri giorni, scopriremo che non sono poi così diverse, che anche per l'uomo del XXI sec. È possibile realizzare la salvezza dell'anima. Dio continua a largire vita eterna a tutti gli uomini che lo invocano con fede: " E diceva: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno! " ( Luca 23:42 ).
 

La necessità della salvezza
La cronaca accurata di Luca mostra che alla crocifissione di Gesù era presente l'intera umanità:
* I malfattori, " Quando furono giunti al luogo ... vi crocifissero lui e i malfattori " (v.33) ;
* Il popolo, " E il popolo stava a guardare ..." ( v.35 ) ;
* I magistrati, " E anche i magistrati si beffavano di lui ..." ( v.35 ) ;
* I soldati, " Pure i soldati lo schernivano ..." ( v.36 ) ;
I conoscenti, " ... tutti i conoscenti e le donne ... " ( v.46 ).
Dai personaggi che vi presero parte giugono dei chiari messaggi all'umanità. Innanzitutto, l' indifferenza umana nel rispondere ai bisogni dell'uomo. Il ladrone sulla croce trovò una risposta certa solo in Gesù, che sebbene immerso nel mare del dolore e della sofferenza, rispose al grido di quell'uomo insicuro e bisognoso della vita eterna. Gesù è, ancora oggi, l'unico pronto a rispondere alla supplica dell'uomo che lo invoca con fede: " Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato " ( Romani 10:13 ).
Vi è poi l'incapacità umana di salvare: " ... nessun uomo può riscattare il fratello, ne pagare a Dio il prezzo del suo riscatto " ( Salmo 49:7 ). Le cinque categorie di persone indicate da Luca rappresentano per intero un'umanità incapace di donare certezze. La certezza della vita eterna non si può trovare nella società, " Il popolo stava a guardare ", ne nelle istituzioni, " i magistrati si beffavano di lui ... " ne le forze militari, " pure i soldati lo schernivano ", e infine neppure nella chiesa, " tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accomapagnato dalla Galilea ... ". Le cinque categorie, appena elencate, mostrano il loro fallimento dinanzi a Dio. I malfattori furono crocifissi a causa delle loro riprovevoli azioni perpetrate ai danni del prossimo, difatti lo stesso malfattore che si ravvide affermò:" Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo " ( v.41 ). I magistrati e i soldati beffarono Gesù, il popolo dimostrò disinteresse e incredulità e le donne, insieme ai conoscenti di Gesù, non erano che un gruppo debole e impaurito. Lo scenario del Golgota, dunque, rivela che Gesù è l'unica fonte di salvezza per tutta l'umanità.


Il fondamento della salvezza
Il capitolo 23 del Vangelo di Luca mostra, oltre alla necessità, anche quale sia il fondamento della salvezza. Il ladrone sulla croce non fu salvato mediante il compimento di opere buone, ma attraverso la grazia di Dio. Egli non frequentò un corso di teologia, non ebbe tempo di studiare la dottrina di un movimento religioso, non fu iscritto in nessun registro di chiesa.. fu grazie alla fede che gli venne aperta la porta del cielo. La vita eterna è donata per grazia mediante la fede: " Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinchè nessuno se ne vanti " ( Efesini 2;8,9 ). Si notino i passi che il ladrone compì per ricevere la vita eterna. Il primo passo consiste nel confessare i propri peccati dinanzi a Dio. Il ladrone sulla croce riconobbe la sua condizione di peccato di fronte alla giustizia di Gesù: " Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non hanno fatto nulla di male " ( v.41 ). Il secondo passo fu l'invocazione: " Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno " ( v.43 ). L'implorazione del ladrone sulla croce fu diretta a Gesù, il cui nome è l'unico che, se invocato, è in grado di salvare l'uomo e donargli certezza di vita eterna. Molti cercano la vita eterna servendosi di altri nomi, i quali saranno pure degni di stima, ma Dio ha stabilito che solo nel nome di Gesù vi è salvezza: " In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati " ( Atti 4:12 ). L'ultimo passo compiuto dal ladrone fu la conversione, perché nella sua invocazione cercò il Regno di Dio. Quando l'uomo è nel peccato non cerca la volontà di Dio, ma consuma il tempo per saziare i propri desideri. Il ladrone sulla croce, invece, nel cercare il Regno di Dio, proclamò Gesù Re e Sovrano di quel Regno. La sua dichiarazione desume la vittoria di Cristo sulla morte: " ... ricordati di me quando sarai nel tuo regno ". Quando un re muore, anche il suo regno termina, invece Gesù è il Re risorto ed il Suo Regno è eterno. Il ladrone aveva messo la propria fiducia nel Re eterno, e con Lui voleva dimorare per l'eternità.


La potenza della salvezza
" Io ti dico in verità che oggi tu sarai come me in paradiso " ( v.43 ), fu la risposta di Gesù al malfattore sulla croce. Queste parole penetrarono nel cuore di quell'uomo e gli dettero serenità nell'incontro con la morte e nel passaggio alla vita eterna: " Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore " ( Romani 5:1 ). Il ladrone sulla croce realizza in un istante il perdono di Dio mediante il sacrificio della croce, l'unico che ha la potenza di cancellare tutti peccati dell'uomo: " il sangue di Gesù ... ci purifica da ogni peccato " ( I Giovanni 1:7 ). La salvezza per grazia mediante la fede non si ferma solo al perdono, ma compie un' opera straordinaria che consiste nel rendere giusto il peccatore. La giustizia di Cristo è attribuita al peccatore, il quale compare dinanzi a Dio come se non avesse mai peccato. Il malfattore divenne, in Cristo, figlio di Dio.
Nessuna meraviglia, questo è il diritto che Dio dona a tutti quelli che credono nell'opera di Gesù al Golgota: " Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli gli ha dato il diritto di diventare figlioli di Dio a quelli, cioè, che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, nè da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio " ( Giovanni 1:12-13 ). Il ladrone sulla croce, divenuto figlio di Dio per sola grazia, ebbe la certezza della vita eterna nello stesso momento in cui Gesù gli rispose: " ... oggi tu sarai come me in paradiso ". Chiunque crede in Gesù, acquista all'istante la certezza della salvezza: " Lo spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio " ( Romani 8:17 ). Caro lettore, anche oggi se ricevi Gesù come Salvatore, puoi ottenere la certezza della vita eterna e vivere il resto della tua esistenza con serenità, servendo il Re dei re e Signore dei signori.

Antonino Manuguerra

 

 

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