Liberi dall’affanno…   (Marco 6:45-50)

[Gesù] “Vedendo i discepoli che si affannavano… andò incontro a loro…” (Marco 6:48)

 

La corsa si fa pesante, le gambe pure, la respirazione difficoltosa e molto frequente, l’aria sembra quasi mancare,  il cuore batte veloce, tutto ciò dovuto all’affaticamento; stiamo parlando dell’affanno.

È uno stato che riguarda il fisico, ma non solo, perché a volte esso coinvolge la nostra sfera morale e spirituale quando vi è inquietudine profonda, ansia, pena; si usa infatti dire: “essere in affanno, vivere in affanno”. 

L’affanno lo provi quando sei scoraggiato, quando non ce la fai ad andare avanti, quando le prove e le difficoltà mettono a dura prova la tua fede, quando sei tentato, perseguitato, deriso, ecc…

Quante volte hai provato questo stato d’animo? Forse lo stai vivendo proprio in questo ultimo periodo!.

L’affanno è un brutto stato d’animo perché quando ci prende si è tentati di fermarsi, viene voglia di lasciare tutto, di non proseguire perché troppa è la fatica, troppe le rinunce e i sacrifici; ce l’hai messa tutta, hai resistito fino a quando hai potuto, hai lottato con tutte le tue forze, ma ora è giunto il momento di “gettare la spugna”.

Se tutto ciò è così drammatico, la domanda che ci si pone è: ma è possibile essere liberati dall’affanno?, o meglio: Chi mi può liberare da tutto questo? La risposta è si, ed è Cristo Gesù, il quale disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”. (Matteo 11:28 N.R.).

Nel Vangelo di Marco si narra che i discepoli di Gesù si trovarono ad affrontare una situazione difficile che generò in loro un grande affanno. Era notte, stavano attraversando il lago su una piccola imbarcazione, quando, all’improvviso, sopraggiunse una tempesta, un “vento contrario”, ed essi “si affannavano a remare”;  erano stanchi, non ce la facevano più; ma Gesù, che sembrava essere lontano e non notare quella situazione, in realtà aveva visto il loro affanno.

Egli vede anche il tuo quando pensi di essere nel buio più profondo, quando ti trovi ad affrontare difficoltà improvvise, quando sei affannato nel “remare contro le onde” che si infrangono su te e rischiano di farti “affondare”. In Esodo 3:7 è scritto: “Il Signore disse: "Ho visto, ho visto l'afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni”.

Ma torniamo all’episodio appena citato e notiamo in che modo Gesù liberò i discepoli dal loro affanno. Se anche tu vuoi vivere libero da ciò, ascolta il consiglio della Parola di Dio:

 

Andò loro incontro

Guardando con attenzione a come andarono le cose, viene quasi da chiedersi: ma se Gesù è Colui che conosce il futuro, per quale motivo “li obbligò a salire sulla barca e a precederLo all’altra riva”? Egli sapeva che di li a poco si sarebbe scatenata una tempesta.

Probabilmente perché avevano ancora bisogno di comprendere che non è bene concentrarsi solo su aspetti materiali e riporre in essi la propria fiducia, come era stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci, infatti “non avevano capito…e il loro cuore era indurito” (v.52); dovevano invece imparare a fidarsi di Cristo e guardare sempre e solo a Lui, l’Unico in grado di risolvere ogni problema.

A volte Il Signore permette determinate situazioni, non perché ama vederci soffrire ed essere in affanno, ma perché desidera che sperimentiamo la Sua grazia, il Suo amore e la Sua potenza nella nostra vita.

Apparentemente Egli aveva lasciato soli in quella difficoltà i discepoli non preoccupandosi di loro, in realtà non li aveva lasciati soli,  aveva visto la loro fatica (“Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza…”, Apocalisse 2:2);  non era disinteressato, ma si preoccupava per loro.

Gesù andò loro incontro, non arrivò tardi, ma nel momento opportuno.  Continuiamo ad avere fiducia in Lui, senza temere, Egli verrà.

In che modo Gesù andò loro incontro? Qualcuno potrebbe dire: Come può il Signore venirmi in aiuto, come farà ad arrivare fino al mio problema, non ci sono mezzi, possibilità, è pressoché impossibile. Viviamo a volte situazioni nelle quali queste possono essere le nostre uniche parole.

Gesù andò a loro “camminando sulle acque”; Egli è Dio, non ha bisogno di mezzi o risorse umane per raggiungere quella fragile e indifesa imbarcazione; in poche parole, Egli giunse a loro in modo soprannaturale, onnipotente, come solo Lui sa e può fare.

Pertanto non chiederti come farà, abbi solo fede, perché Egli può ogni cosa, non vi è nulla di troppo difficile per Il Signore.

Un ulteriore insegnamento scopriamo da questo episodio, infatti notiamo che quando Gesù raggiunse i discepoli, sembra che “voleva oltrepassarli”, Egli attendeva una richiesta fiduciosa di aiuto, voleva essere invitato a salire sulla loro barca, desiderava essere presente proprio nel mezzo del loro affanno.

 

 

Diede la Sua Parola

Se ragionassimo con la nostra mente e non come Dio invece pensa, avremmo detto che per incoraggiare e tranquillizzare quei discepoli ci sarebbe voluto subito e senza esitazione uno straordinario miracolo,

un’opera sensazionale: solo in questo modo certamente i discepoli avrebbero trovato pace e tranquillità.

Ma non avvenne così. Dopo essere andato loro incontro Gesù “subito parlò loro”, senza attendere altro tempo, la prima cosa da fare era parlare loro, rassicurarli con La Sua Parola.

Se ancora oggi vogliamo trovare pace ai nostri cuori, se ancora desideriamo che l’ansia che spesso ci prende si calmi, se quell’affanno non trova soluzione; allora abbiamo bisogno che Cristo ci faccia udire la Sua voce; ed egli lo fa quando ricorriamo alla Sua Parola, La Bibbia.

Allora accadrà, come accadde allora, che udremo l’invito di Gesù a non temere, ad avere coraggio e fede: “coraggio, sono io, non abbiate paura”; “il vostro cuore non sia turbato, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Giovanni 14:1).

La Parola di Dio è capace di mettere pace nei nostri cuori, di tranquillizzare le nostre ansie. “Quando ho detto: il mio piede vacilla, la tua bontà, o Signore, m’ha sostenuto. Quando ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l’anima mia” (Salmo 94:18-19)

A volte siamo cosi presi dalle faccende di questa vita che non troviamo il tempo per stare ai piedi di Gesù e ascoltare la Sua Parola, gli impegni quotidiani ci “assorbono” ogni forza e risorsa al punto di arrivare ad esaurire “l’ossigeno” e trovarci in grande affanno.

La Sua Parola è pace e calma al cuore, anche se attorno vi è tempesta. Un giorno Maria, che aveva compreso questo, “sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua Parola” (Luca 10:39), mentre a sua sorella Marta, che era presa da altre cose, Gesù dovette dirle: “…tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta”

(Luca 10:41-42).

 

Li rassicurò con la Sua presenza

Gesù non si limito ad andare loro incontro, non si limitò nemmeno a parlare loro, ma fece molto di più: decise di rimanere con loro, “salì sulla barca”. Quale pace e quale gioia essere con Il Signore, sperimentare la sua meravigliosa presenza nella nostra vita. Nulla può appagare di più.

Molti che ancora non conoscono l’amore e la grazia di Dio stanno attraversando “il mare di questa vita” da soli. Costretti a remare contro le onde che si infrangono sulla loro debole e insicura “barca”. Nessuno è con loro se non qualche amico o qualche caro che presto o tardi si dimostreranno incapaci e impotenti di aiutarli davvero. Il vuoto del loro cuore non può essere colmato, l’affanno che li coglie non può essere placato.

Che differenza invece quando il Signore Gesù vive e dimora nel cuore di chi Lo ha accettato e invitato “sulla sua barca”, nella sua vita. “Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle distrette”. (Salmo 46:1).

È bello notare nel testo che il “vento si calmò”, dando così pace e tranquillità al cuore dei discepoli, proprio nel momento in cui Gesù salì sulla barca.

Questo ci dimostra che se Cristo è con te, se Egli dimora per mezzo Dello Spirito Santo nel tuo cuore , ogni affanno cessa, ogni tumulto è trasformato in quiete.

A volte è così grande la preoccupazione per ciò che ci circonda, per quanto ci sta accadendo, per le tempeste che imperversano nella nostra vita; che dimentichiamo la cosa più importante, e cioè, se davvero Gesù è presente nella nostra vita; perché questo farà la differenza.

Pertanto, se non lo abbiamo ancora fatto, invitiamo Gesù nella nostra vita e accettiamoLo come personale Salvatore; se già Lo abbiamo conosciuto, facciamo si che Egli dimori ogni giorno in noi, senza guardarci attorno, ma avendo lo sguardo fisso su di Lui; solo in questo modo potremo sperimentare l’efficacia della Sua presenza capace di liberarci da ogni affanno.

 

L’affanno ti impedisce di vivere, di proseguire. Lo scoraggiamento, la fatica, la preoccupazione, l’ansia, il dubbio, la paura, e quant’altro, sono tutte cose che non ti fanno vivere sereno.

Ma Dio sia lodato in Cristo che a visto,vede e conosce ogni nostro affanno, ed pronto, se lo vogliamo, a liberarcene. “Benedetto l'uomo che confida nel SIGNORE, e la cui fiducia è il SIGNORE!

Egli è come un albero piantato vicino all'acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell'anno della siccità non è in affanno e non cessa di portar frutto". (Geremia 17:7-8)

 

Samuele Faia

 

 

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