Siccità…”spirituale”

“Benedetto l'uomo che confida nell'Eterno, e la cui fiducia è l'Eterno!  Egli è come un albero piantato presso all'acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s'accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell'anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto”.

(Geremia 17:7-8)

 

Vi sono state negli ultimi anni delle estati “roventi”, torride e soprattutto aride a motivo della scarsità di pioggia caduta; questo perlomeno è quanto ci dicono gli esperti di meteorologia i quali non prevedono per il futuro precipitazioni tali da risolvere il problema; anche se certamente le previsioni, proprio perchè tali, vanno prese col beneficio del dubbio.

I quotidiani, i radiogiornali e i telegiornali ne parlando spesso nei loro servizi e nei vari documentari.

Gli esperti dicono che il clima sta cambiando, la temperatura media sta aumentando, le “mezze” stagioni non esistono più; si passa dall’inverno all’estate e viceversa. In tutto ciò è coinvolta anche l’Europa centrale e quindi l’Italia.

Vengono usate parole che ai meno esperti risultano quasi incomprensibili come desertificazione, tropicalizzazione del clima.

I più preoccupati di quanto sta accadendo sono proprio gli scienziati che  a più voce stanno gridando di correre ai ripari, la stessa politica sta varando "piani d'emergenza" da attuare quando si dovessero verificare periodi di scarsità idrica.

Preoccupazione che si allarga a macchia d’olio e coinvolge gli agricoltori che vedono in pericolo i propri raccolti proprio a causa della siccità, i produttori di energia elettrica che utilizzano l’acqua per più scopi, ogni singolo cittadino che si potrebbe vedere razionato l’approvvigionamento idrico nelle proprie abitazioni.

La siccità è sicuramente una grande calamità i cui effetti li vediamo in quei molti paesi nel mondo che la vivono quotidianamente e attualmente.

C’è una generale preoccupazione per tutto questo, perché l’acqua è un bene prezioso, indispensabile, vitale; ma esiste una siccità ben più grave che però non è accompagnata dalla stessa preoccupazione, anzi, ad essa l’uomo sembra dare poca importanza ed è la siccità spirituale, cioè la mancanza di vita spirituale perché privi della presenza e dell’opera di Dio nella propria vita, proprio come il terreno è privo d’acqua.

“Come la siccità e il calore assorbon le acque della neve, così il soggiorno de' morti inghiottisce chi ha peccato” (Giobbe 24:19).

Ci si interroga, ci si adopera, si cerca di fare il massimo per risolvere un bisogno che riguarda il corpo, ma non si fa lo stesso per ciò che riguarda il bisogno del nostro spirito, un reale pentimento e ravvedimento che conduce ad una profonda, intima e personale comunione con Cristo e rende il cuore “verdeggiante”, pieno della gioia del Signore che è il frutto dell’opera di salvezza che Cristo compie in tutti coloro che vanno a Lui.

Gesù, alla donna Samaritana che si era recata al pozzo ad attingere acqua disse: “Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna”. (Giovanni 4:13-14).

Come è possibile allora risolvere il problema della siccità spirituale?

 

Chiedere la pioggia

Nell’Antico Testamento la siccità era spesso conseguenza del peccato del popolo, ma Dio era sempre pronto ad ascoltare la preghiera che giungeva da un cuore sinceramente pentito e in risposta ad essa la pioggia tornava ad annaffiare la terra: “Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà più pioggia a motivo dei loro peccati contro di te, se essi pregano…, se dànno gloria al tuo nome e se si convertono dai loro peccati perché li hai afflitti, tu esaudiscili dal cielo, perdona il loro peccato…, ai quali mostrerai la buona strada per cui debbon camminare; e manda la pioggia sulla terra, che hai data come eredità al tuo popolo”

(I Re 8:35-36).

Il Signore è pronto e vuole salvare, perdonare ogni peccato, redimere, inondare il cuore della Sua gioia e della certezza della vita eterna tutti coloro che con un cuore “arido”, vuoto vanno a Lui e nel nome e per i meriti di Cristo chiedono.: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia” (Matteo 7:7-8).

L’Autore di questa pioggia è Dio, Egli è l’Onnipotente, Colui che può ogni cosa e che è pronto a spandere le Sue benedizioni in abbondanza e individualmente:”Chiedete all'Eterno la pioggia nella stagione di primavera! L'Eterno che produce i lampi, darà loro abbondanza di pioggia, ad ognuno erba nel proprio campo” (Zaccaria 10:1).

 

Ricevere la pioggia

Per poter avere vita in Cristo occorre non solo chiedere , ma ricevere la pioggia. Molti chiedono a Dio le Sue benedizioni, ma non sono disposti a ricevere la Sua Parola, la quale è paragonata proprio alla pioggia che scende dal cielo e che non vi ritorna senza prima aver prodotto frutto nel terreno che l’ha ricevuta: “E come la pioggia e la neve scendon dal cielo e non vi ritornano senz'aver annaffiata la terra, senz'averla fecondata e fatta germogliare sì da dar seme al seminatore e pane da mangiare,

così è della mia parola, uscita dalla mia bocca, essa non torna a me a vuoto, senz'aver compiuto quello ch'io voglio, e menato a buon fine ciò per cui l'ho mandata” (Isaia 55:10-11).

È necessario pertanto ricevere, accogliere La Parola di Dio e la grazia di Cristo, Egli che, guardando le folle vedeva che erano privi dell’amore di Dio, ma non disposti a riceverlo: “…ma vi conosco che non avete l'amor di Dio in voi. Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete…”; (Giovanni 5:42-43).

Al contrario, chi è ben disposto e riceve costantemente dal Signore quanto Egli offre, riceverà benedizione:”Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio” (Ebrei 6:7).

 

Trattenere la pioggia

Sono gli stessi esperti nel settore ad affermare che quando il terreno è molto arido a motivo di un prolungata siccità, un forte temporale serve a poco se non a nulla; esso avrà la capacità di bagnarlo solo superficialmente, ma non vi scenderà in profondità.

Occorre invece una pioggia più prolungata in modo da bagnare prima il terreno per poi lentamente scendere e portare vita.

Molti oggi si accontentano di ricevere una benedizione “epidermica”, che soddisfa le emozioni per poi svanire presto. "Figliuol d'uomo, dì a Gerusalemme: Tu sei una terra che non è stata purificata, che non è stata bagnata da pioggia in un giorno d'indignazione”. (Ezechiele 22:24).

Il Signore è pronto a spandere la Sue benedizione a coloro che la chiedono e la ricevono, ma desidera che essi siano capaci di trattenerla, cioè coloro che in risposta all’opera che Dio ha compiuto nella loro vita si consacrano a Lui e vivono per piacere a Lui.

Conservare e non sciupare quanto di buono Dio da a coloro che lo chiedono, conservare, dice La Scrittura, in cisterne non screpolate, che non tengono l’acqua.

 

            Non sappiamo con esattezza cosa ci attende questa estate, se veramente la siccità la farà da padrone, o se le cose improvvisamente cambiano; quanto sentito fino ad ora sono delle previsioni che se guardiamo però all’attualità non sembrano molto lontane dalla realtà; ma una cosa certa la sappiamo, e cioè che, se ci accostiamo al Signore con fiducia, Egli si leverà in nostro favore: ”Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscerlo! Il suo levarsi è certo, come quello dell'aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra" (Osea 6:3).La pioggia che Egli manderà sarà una pioggia abbondante, fresca, di ristoro per l’anima bisognosa: “E farò ch'esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione; farò scender la pioggia a suo tempo, e saran piogge di benedizione” (Ezechiele 34:26).

 

Samuele Faia

 

 

CHIESA CRISTIANA EVANGELICA FERRARA   -    Via G.Pesci, 44122   FERRARA

www.adiferrara.it