Unisciti al popolo di Dio (Luca 9:10-17)

 

“Gesù…si ritirò in disparte…, ma le folle avendolo saputo, lo seguirono,  ed egli li accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avevano bisogno di guarigione”.

 

I discepoli tornarono da una missione, un incarico che Gesù stesso aveva loro affidato, una missione benedetta, fu un “successo” spirituale,  infatti avevano diffuso l’Evangelo e il Signore aveva accompagnato la Sua Parola con “segni, prodigi e miracoli”.

Al loro ritorno raccontarono ogni particolare al Maestro e si rallegrarono con Lui; dopodiché Gesù li chiamò “in disparte, verso una città chiamata Betsaida”, probabilmente desiderava continuare quel bel dialogo, ma soprattutto voleva ancora farli godere della Sua presenza e della comunione l’uno con l’altro.

Vivere accanto a Gesù, ascoltare la Sua Parola, sperimentare il suo perdono, la pace e la gioia che Egli sa dare, affidarsi a Lui con la certezza che saprà aiutarci e sostenerci in ogni difficoltà; tutto ciò è qualcosa di meraviglioso, e quanti hanno creduto in Cristo, quanti sono stati lavati dal suo sangue e hanno sperimentato la gioia della salvezza non possono più fare a meno di Lui: la presenza di Gesù per loro è il bene più prezioso.

Quei momenti che i discepoli stavano passando con Gesù sono gli stessi che ancora oggi il popolo di Dio sperimenta quando si riunisce nel Suo Nome e per la potenza dello Spirito Santo realizza che Egli è vivente e presente in mezzo a loro.

Tornando a quegli istanti che Gesù si trovava in disparte con i discepoli, leggiamo nel Vangelo che accadde che mentre stavano godendo di quei meravigliosi momenti, una grande folla bisognosa, la quale aveva saputo che Gesù con i suoi discepoli si erano allontanati, lo seguirono con l’intento e il desiderio di unirsi al gruppo.

Cosa fa Gesù quando li vede arrivare?! È lo stesso che Egli fa ancora oggi per quanti vogliono conoscerLo, quanti hanno il desiderio di ricevere da Lui il suo amore, la sua grazia, e tutto ciò che il Signore nella sua infinita misericordia dona a coloro che umilmente e con fede si accostano a Lui; e per i Suoi figliuoli che si vogliono ancora accostare a Lui perché bisognosi sempre del suo aiuto e della Sua grazia.

 

LI ACCOGLIE  (“…ed egli li accolse…”)

Gesù non  è affatto disturbato da loro. Il testo ci dice che il “giorno stava per declinare”, era sera, un’ora insolita. Quante volte ci siamo trovati ad aver bisogno di qualcosa o di qualcuno che ci potesse aiutare, ci siamo rivolti a ciò che questo mondo offre, forse a qualcuno che pensavamo ci avesse accolti ed aiutati, ma abbiamo scoperto che non era il momento adatto, opportuno, siamo pertanto rimasti col nostro bisogno, con il nostro dubbio, con le nostre paure, vuoti più di prima.

Gesù invece li accolse; a qualunque “ora”, in qualsiasi circostanza puoi andare a Lui, certo di “non disturbare”; “Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore;

e io mi lascerò trovare da voi", (Geremia 29:13-14).

Quando ti rivolgi al Signore realizzi che non è mai un’ora insolita, non avrai mai qualcosa da dirgli la quale Egli non possa ascoltare, mai un bisogno che Egli non possa soddisfare, mai un peccato che non possa trovare il Suo perdono. Gesù è Colui che avrà sempre tempo per te, ne ebbe in piena notte per Nicodemo, ne ebbe per il cieco che implorava il Suo aiuto a Gerico, ne ebbe per il ladrone che stava morendo sulla croce accanto a Lui e che chiedeva misericordia e perdono.

Dopo aver accolto quella folla che andò a Lui, Gesù “parlava loro del regno di Dio”. Di ciò che fino ad allora sembrava essere “nascosto”, segreto, riservato solo ad alcuni e che invece ora, grazie alla Sua opera, è possibile realizzarlo nel proprio cuore portando salvezza, pace e gioia.

Egli parlava loro, rivelava loro le cose grandi inerenti il regno di Dio. In un'altra occasione Gesù disse: “È lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6:63); poterLo ascoltare, stare ai Suoi piedi ed essere da Lui ammaestrati, consolati, incoraggiati,  è un privilegio che conoscono bene quanti hanno imparato ad amare la Parola di Dio.

Il Vangelo narra che un giorno due sorelle erano accanto a Gesù, Marta era molto indaffarata in faccende domestiche, mentre Maria se ne stava ai piedi di Gesù e ascoltava la Sua Parola. Gesù apprezzò molto il suo sentimento e disse che ella aveva “scelto la buona parte che non le sarà tolta”.

Quella folla che Gesù accolse quel giorno poté sperimentare quanta ricchezza spirituale godono coloro che hanno il privilegio di ascoltaLo parlare.

Ancora oggi Gesù è pronto ad accogliere tutti coloro che vanno a Lui e parla loro attraverso la Sua Parola, La Bibbia.

            L’infinita compassione ed amore di Cristo non hanno limiti, infatti notiamo ancora nel testo che Egli non si limitò ad accoglierli e ad ammaestrarli, ma operò anche in maniera pratica verso quelli che erano i bisogni di quella folla che accorse a Lui.

Questo ci dice che Gesù vede sempre il bisogno che ciascuno di noi ha, ed è pronto a fare qualcosa per quel bisogno.

Cristo è la soluzione al bisogno spirituale dell’uomo, Egli ha sempre il rimedio qualunque sia la difficoltà.

Il Signore può ogni cosa e “non c’è nulla di troppo difficile per Lui” (cfr. Geremia 32:17,27).

 

LI TRATTIENE  (v.13/a)

Dopo averli accolti, Gesù fa qualcosa di più. Egli vuole trattenerli in quel luogo, desidera che essi si fermino, che il loro rapporto con Lui non sia fugace, momentaneo, superficiale, ma che, al contrario, sia profondo, duraturo.

Ancora oggi, purtroppo a volte anche tra il popolo di Dio, vi sono uomini e donne che, dopo essere stati accolti con amore dal Signore, non si “fermano” per rimanere con Lui, troppi sono gli impegni, troppe le attività, pressanti i doveri e i carichi che questa vita ci impone.

Gesù invece, proprio perché conosce il nostro bisogno e per il grande amore che nutre per ciascuno, fa di tutto affinché possiamo trattenerci con Lui.

Il testo del Vangelo ci dice che il luogo dove si trovavano era deserto, pertanto ostile, sfavorevole; non vi erano le condizioni per rimanere. Quante volte forse hai detto, “ma non ne vale la pena rimanere”, cosa può mai fare Gesù per me? La mia situazione è difficile, peggio di un deserto, sarà meglio che cerchi aiuto altrove, verrò a Gesù quando la mia condizione familiare, di salute, economica, sarà più favorevole.

Finanche i discepoli, notando tutta quella gente, davanti all’invito di Cristo di trattenerli per dare loro da mangiare, “obiettarono”, risposero negativamente, perché i cinque pani e i due pesci non sarebbero mai bastati a soddisfare il bisogno di quella grande moltitudine.

Gesù invece insiste perché sapeva che se non li avesse trattenuti, ma li avrebbe lasciati andare, probabilmente essi non ce l’avrebbero fatta, per questo disse: “E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per via; e ve n'hanno alcuni che son venuti da lontano” (Marco 8:3).

Mentre, solo rimanendo in quel luogo, dove era la presenza di Cristo, certamente avrebbero trovato il necessario.

Per Gesù non era necessario mandarli via, perché presso di Lui vi è piena soddisfazione.

Non occorre che vaghiamo in qua e in là alla ricerca di salvezza, di pace, di gioia e di quanto ci necessita; “lascia dunque andare la folla nei villaggi a comprarsi da mangiare” dissero i discepoli, “ma Gesú disse loro: Non hanno bisogno di andarsene…” (Matteo 14:16)

"O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro  venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!

Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! (Isaia 55:1-2).

            Non guardare al luogo deserto che ti circonda, non guardare nemmeno alle evidenti incapacità dei discepoli, ma guarda a Cristo, rimani con Lui, smetti di vagare nel nulla, affida al Signore la tua vita e il tuo bisogno: Egli opererà.

Gesù aveva già in mente quello che voleva fare per quella gente, ma non avrebbe potuto farlo se non si fossero fermati, se non avessero deciso di accogliere l’invito che Egli gli aveva rivolto, se si fossero lasciati prendere dallo scoraggiamento, o dagli impegni, o peggio ancora vincere dall’incredulità.

Quante volte il Signore non può fare nulla per te perché non ti lasci “trattenere” da Lui!

 

LI SODDISFA  (“tutti mangiarono a sazietà…”)

Finalmente, dopo averli accolti e trattenuti, Gesù soddisfa il loro bisogno.

Come sempre, Egli lo fa prima che sia troppo tardi (v.12/a). Prima che venga il buio nella tua vita.

Gesù non arriva mai in ritardo, prima che le forze vengano meno, prima che la disperazione abbia il sopravvento, Egli interviene, e lo fa per mezzo della Sua potenza.

Gesù non ha bisogno di mezzi o di risorse umani per risolvere il problema; si legge nel testo che non vi era luogo dove trovare cibo e riposo, l’unica risorsa erano cinque pani e due pesci, ma questo non era un impedimento per Colui che ha creato il cielo e la terra e che può fare ogni cosa.

Ognuna di quelle persone furono soddisfatte secondo le loro reali necessità. Poco prima di questo “Egli parlava del regno di Dio e guariva coloro che avevano bisogno di guarigione”. Spirito, anima e corpo possono essere pienamente soddisfatti dall’opera del Signore.

Il Vangelo ci parla che erano presenti quel giorno circa cinquemila uomini, senza contare donne e bambini, e benché fossero molti, non ci fu limite per Gesù (v.14/a; 15; 17/a); ognuno mangiò, nessuno escluso; nessuna discriminazione di nessun genere, nessuna preferenza o riguardo personale, ma tutti furono soddisfatti.

Ognuno fu sazio e avanzò finanche del cibo; ciò significa che solo Cristo può realmente “saziare” la fame e la sete dell’animo umano. Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete… Io sono il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete. (Giovanni 4:14; 6:35)

Chi ha Cristo non manca di nulla perché ha realizzato il massimo che un uomo o una donna possono realizzare.

 

Come sempre fa, Il Vangelo rivolge un invito a tutti gli uomini. Nessuno se ne stia in disparte, nessuno si escluda dal bene che Gesù vuole compiere, non facciamoci vincere da niente e nessuno, ma accorriamo al Signore.

Molti sono coloro che godono dell’opera di Cristo nella loro vita: unisciti anche tu al popolo di Dio.

E tutti insieme seguiamo Gesù (v.11/a), e scopriremo che Egli ci accoglie così come siamo, ci vuole trattenere con Se perché sa che senza di Lui “non possiamo fare nulla”; soddisferà ogni nostro bisogno donandoci una vita ricca di quei beni che provengono dal “trono della Sua grazia”.

 

Samuele Faia

 

 

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