Vera libertà

“Se dunque il figliuolo vi farà liberi, voi sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36)

 

Libertà, cos’è la libertà?

Si parla molto oggi di quest’aspetto sociale. Per libertà si intende assenza di costrizione, facoltà dell’uomo di pensare e agire in piena autonomia, condizioni di un popolo che si governa con leggi proprie e attraverso propri rappresentanti, senza dipendere da potenze straniere né essere soggetti ad alcuna dittatura; essere libero da vincoli, obblighi, impedimenti.

Si parla pertanto di libertà politica, religiosa, sessuale, di pensiero, di parola, di voto, di stampa, ecc.

Pertanto in una società come la nostra, definita moderna, emancipata, civilizzata, si può affermare di essere liberi; secondo questo concetto gli unici a non essere tali sono coloro che per errori commessi sono costretti a vivere all’interno di un penitenziario e passarvi molti anni della loro vita.

Senza entrare nel dettaglio, vogliamo limitarci ad esprimere cosa Dio dice riguardo alla libertà e quale è il concetto Biblico di tale aspetto, definito appunto vera libertà; “Se dunque il figliuolo vi farà liberi, voi sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36).

 

Secondo il pensiero di Dio espresso nella Sua Parola, l’uomo non è veramente libero, benché egli possa avere il privilegio di vivere in una nazione libera, vi è una forma di prigionia ben più grave e peggiore di quella fisica, ed è quella che tiene ogni essere umano lontano dal suo Creatore e lo priva di godere della vera libertà, cioè di una vita priva di ciò che lo può rendere veramente felice e pienamente appagato; infatti la Bibbia dice che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23); “poiché chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34).

è la separazione da Dio, l’indifferenza per La Sua Parola che fa dell’uomo un “prigioniero”; ed è in questo stato che l’uomo commette cose che prima ancora di violare una legge umana, trasgredisce quella Divina perché “chi fa il peccato commette una violazione della legge, e il peccato è la violazione della legge” (I Giovanni 3:4).

Infatti, di fronte alla legge umana, vi sono persone giuste, altre ingiuste, ma di fronte alla perfezione della legge Divina e alla Santità di Dio, nessuno si può dichiarare giusto, “non v’è nessun giusto, neppure uno” (Romani 3:10). “Tutte le vie dell'uomo gli paion diritte, ma l'Eterno pesa i cuori”. (Proverbi 21:2)

Di fronte a questa realtà, vi è il meraviglioso messaggio del Vangelo riguardo alla condizione di prigionia in cui ogni uomo vive, anche a sua insaputa.

“Se dunque il figliuolo vi farà liberi, voi sarete veramente liberi” (Giovanni 8:36)

Scopriamo da queste parole di Gesù che l’autore capace di produrre questa libertà è Gesù stesso; “Lo spirito del Signore, dell’Eterno è su me perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili, m’ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l’apertura del carcere ai prigionieri”.(Isaia 61:1).

È Lui che può rendere veramente liberi perché è l’Unico che può annullare questa separazione esistente tra Dio e l’uomo.

È Lui che lo può fare perché Egli è Dio stesso che, avendo visto la misera condizione dell’uomo, la sua impossibilità a salvarsi, si è fatto uomo lasciando la Sua gloria, manifestando quanto grande è il Suo amore proprio per te. “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figliuol di Dio” (Giovanni 3:16-18).

Ogni condanna richiede l’espiazione di una pena!

Egli rende veramente liberi perché ha espiato sulla croce, al nostro posto, la pesante condanna che gravava su noi.

Occorreva chi pagasse questo debito, Cristo si è immolato e si è caricato di ogni nostra iniquità. “Parlate al cuore di Gerusalemme e proclamate che il tempo della sua servitù è compiuto, che il debito della sua iniquità è pagato…” (Isaia 40:2); “Ma egli [Gesù] è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui…” (Isaia 53:5); “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Cristo ha pagato il prezzo della nostra iniquità!

È Lui che rende liberi e quando ciò avviene si è “veramente liberi”.

Liberi perché si realizza che quella condanna e quella separazione da Dio non esiste più, è stata espiata, annullata una volta per sempre.

Liberi perché si gode comunione intima, profonda e personale con il Signore.

Liberi perché non è per mezzo delle opere, ma grazia ci è stata fatta,  “Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio” (efesini 2:8).

Liberi perché il peccato, tutto ciò che dominava la nostra vita e gli faceva commettere atti non secondo il volere di Dio, non hanno più nessun potere su noi.

Liberi perché un uomo in queste condizioni sente forte il desiderio di piacere a Dio e fare la Sua volontà, e lo fa senza nessuna imposizione umana e religiosa, ma soltanto perché spinti dall’amore verso Colui che “non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha donato per tutti noi”.  “Noi Lo amiamo perché Egli ci ha amato per primo” (I Giovanni 4:19).

 

Certamente godere della libertà umana è qualcosa di molto importante e positivo.

Essa è però una libertà molto relativa, non è “vera libertà”

Accettare, credere e permettere a Cristo di liberarci dal peccato e dalla nostra vecchia natura significa invece, sperimentare cosa si prova ad essere “veramente liberi”.

Può succedere allora che, possiamo anche vivere in condizioni in cui non godiamo appieno della libertà umana e terrena; ma essere nello steso tempo Liberi quando per fede ci affidiamo all’amore di Dio e alla giustizia di Cristo, confessargli ogni peccato, e realizzare che Egli senza imputare nessuna colpa e condanna, ci “fa veramente liberi”.

 

Samuele Faia

 

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