“…il cuore di lui non appartenne tutto quanto all’Eterno, al suo Dio, come aveva fatto il cuore di Davide suo padre” (I Re 11:4)

 

APPARTENERE AL SIGNORE

Salomone, colui che aveva scritto “custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa”, non seppe, per un periodo della sua vita, vigilare sul suo.

Il Signore voleva da Salomone, e da ciscuno di noi oggi, che il nostro cuore gli appartenga interamente. Un cuore non appartiene al Signore quando è ancora legato al peccato, alla vecchia vita; quando è ancora dominato solo da passioni e desideri materiali  e non spirituali, quando non si trova in esso il desiderio di fare la volontà di Dio. Non solo dobbiamo appartenere interamente al Signore, ma bisogna servirlo interamente, adoperarsi per compiere il suo volere, Salomone costruì un meraviglioso tempio impiegando sette anni, ma ne impiegò tredici per costruire la sua casa, fu soddisfatto di quanto fece nel passato senza curarsi di ciò che Dio gli chiedeva nel presente. Infine notiamo che Salomone non si consacrò totalmente al Signore, non custodì tutte le ricchezze spirituali che Dio gli aveva donato, non curò sufficentemente quel patrimonio di vera e concreta consacrazione spirituale. Se la tua vita e il tuo cuore non appartengono interamente a Cristo, avrai fallito; se non lo servi con tutto il cuore non ti verrà mai detto da Lui “bene hai fatto mio servo fedele”; se non ti consacri interamente a Lui, perderai quanto di buono Egli ti ha donato.

 

 

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