“O Dio nostro, non farai tu giudizio di costoro? Poiché noi siamo senza forza, di fronte a questa gran moltitudine che s'avanza contro di noi; e non sappiamo che fare, ma gli occhi nostri sono su te!”

(II Cronache 20:12)

 

quando non sai cosa fare

Popoli forti e potenti, abili e spietati, stavano movendo guerra ad Israele e al re Giosafat. Una gran difficoltà al punto che Giosafat ebbe paura; paura di soccombere, di non farcela, paura del futuro suo e di chi gli stava accanto. Di fronte ad un così gran problema Giosafat fa l’unica cosa che ogni credente dovrebbe fare: “si dispose a cercare L’Eterno…e implorare il Suo aiuto (cfr. II Cronache 20:3-4). Elevò una sentita preghiera che si conclude con un’insolita affermazione, almeno per un re: “non sappiamo che fare”. Il segreto per riportare la vittoria è quando ricorriamo a Dio e riconosciamo la poca forza a nostra disposizione, che ogni nostra “abilità” è poca cosa di fronte a situazioni che solo Dio può risolvere. Non solo Giosafat riconobbe la sua debolezza, ma confessò a Dio la sua incapacità. Quando dici a Dio di non avere speranza e capacità, scoprirai che Egli è “specializzato” nei casi senza speranza. Infine, il re prese la ferma decisione di tenere fisso il suo sguardo sul Signore e non sul nemico che avanzava. Dobbiamo smettere di guardare nella direzione sbagliata, cioè sull’uomo e sulle risorse terrene; “quanto a me”, afferma il profeta, “io volgerò lo sguardo verso l’Eterno, spererò nell’Iddio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà” (cfr. Michea 7:7).

 

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