“Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s'appoggian su cavalli; e confidano nei carri perché son numerosi; e ne' cavalieri, perché molto potenti,

ma non guardano al Santo d'Israele, e non cercano l'Eterno!”

(Isaia 31:1)

 

soccorsi dal signore

È bene, di fronte a questo testo della Scrittura, porre una domanda: dove cerchi soccorso quando vivi ed affronti momenti difficili? Quando ricorriamo ad espedienti umani, falliamo; dobbiamo invece imparare ad attendere con fiducia l’intervento e il soccorso del Signore. Chi appartiene a Cristo è consapevole che l’aiuto non viene da altro ma dal Signore (cfr. Salmo 121:1-2). Dio può e vuole aiutare, ed è per questo motivo che c’esorta ad andare a Lui e lo fa con un amorevole rimprovero, “guai a quelli” che cercano soccorso altrove; Egli lo proibisce, esorta a non farlo, per il nostro bene, per evitarci spiacevoli conseguenze che sopraggiungono quando voltiamo le spalle a Lui e facciamo di testa nostra. Il soccorso che viene da Dio non è paragonabile all’inutile aiuto che potrebbe darci l’uomo, confidare nelle risorse umane e appoggiarsi sulla forza che esse possono dare, non fanno altro che allontanare la nostra vita dal Signore, ecco perché Egli rivolge a tutti l’invito a guardare a Lui per fede. Egli è L’Iddio di coloro che sperano in Lui, di quelli che con tutto il cuore e piena fiducia vanno a Lui e trovano soccorso al momento opportuno. Potremo rispondere alla domanda iniziale con le parole del salmista Davide: “In lui s’è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso” (cfr. Salmo 28:7).

 

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