IL SALVATORE E IL GUARITORE

“L’Eterno protegge i semplici, io ero ridotta in misero stato ed Egli mi ha salvato” (Salmo 116:6)

Sono cresciuta in una famiglia che seguiva la religione ufficiale, con genitori abbastanza autoritari.
La mia vita si svolgeva tra le mura domestiche senza troppo entusiasmo. Andavo in chiesa tutte le domeniche e intanto il tempo passava; appena compiuti i 18 anni mi sono sposata con la speranza che la mia vita potesse avere una svolta.
Mi sono soltanto illusa perché avendo un carattere mite e remissivo ho sempre sofferto. Cercavo qualcosa a cui aggrapparmi per poter andare avanti in qualche modo; così caddi "dalla padella alla brace", come si suol dire, perchè mi venni a trovare ad essere coinvolta con una setta. Ero sincera nel cercare Dio, ma non avevo imboccato la strada giusta. Queste persone venivano a casa mia e insieme leggevamo la Parola di Dio; così sono diventata una di loro per due anni.
Le cose in casa mia non cambiarono affatto, c’erano continui litigi con mio marito. Lui non voleva che io frequentassi tali persone.
Su questo punto eravamo sempre in disaccordo e si litigava spesso. A dire il vero pur frequentando l’organizzazione non ero felice, avevo un vuoto dentro che non sapevo spiegarmi, la mia ricerca continuava. Un anno, vicino casa mia (allora abitavo in un quartiere di case popolari) si tenne un’evangelizzazione con la tenda dove si parlava di Gesù, del Suo amore e della sua morte sulla croce per i nostri peccati. Sera dopo sera si predicava la Parola di Dio e mio marito per farmi dispetto, tutte le sere vi andava invitando anche me, ma io resistevo.
Una sera però decisi di andare, era arrivato il mio momento. La preghiera che quei credenti innalzarono al Signore colpì il mio cuore e piano piano lo Spirito Santo mi convinse di peccato, ed ora voglio dire a tutti che Gesù mi ha salvato, ho trovato la pace con Dio, il vuoto del mio cuore non esiste più.
Tante sono state le lotte, ma fin qui il Signore mi ha dato la vittoria!
Anni dopo, fui colpita da una malattia mortale e dopo cinque mesi di chemioterapia i medici dissero ai miei familiari che per me non c’era nessuna speranza di guarigione. Il male che avevo nell’addome emanava un liquido che aveva contagiato tutti gli organi. La chiesa intanto pregava per me e mi era vicina incoraggiandomi nella fede.
Nel mese di giugno sono stata ricoverata in ospedale nel reparto oncologico, e sottoposta a svariati esami.
Il 13 giugno decisero di operarmi; mi rivolsi al signore chiedendogli di aiutarmi.
Terminato l’intervento chirurgico, il professore disse: “Non so spiegarmi ciò che è avvenuto, ma se ci credete è un miracolo”.
Rendo grazie all’Iddio mio di quanto ha fatto per me, i chirurghi hanno operato ma Egli ha guarito.
E' trascorso del tempo da quel giorno, e ad oggi godo buona salute.
Il Signore ha risposto alle preghiere del Suo popolo ridandomi la vita.

E.C.

 

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